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All’interno della filiera produttiva, due temi di rilevanza centrale sono quelli della tracciabilità e rintracciabilità. Il tema è particolarmente sentito nella filiera alimentare, laddove la capacità di tener traccia in modo puntuale e preciso delle materie prime utilizzate, delle lavorazioni, delle trasformazioni e della distribuzione del prodotto finale ha un riflesso immediato sulla sicurezza e la salute delle persone, ma è comunque un’esigenza trasversale che, partendo da vincoli normativi, da esigenze di trasparenza e di massimizzazione della customer experience, coinvolge non solo l’agroalimentare ma anche le filiere industriali, chimico/farmaceutiche, tessili ecc.


Tracciabilità e rintracciabilità, due pilastri della filiera produttiva

Tracciabilità e rintracciabilità sono quindi concetti cardine nell’universo produttivo. Col primo si identifica un processo volto a tenere traccia di tutto ciò che concorre alla creazione, trasformazione e anche alla distribuzione di un prodotto: la tracciabilità serve a rispondere a quesiti circa la provenienza delle materie prime, quando queste siano arrivate e siano state registrate in magazzino, che tipo di movimentazioni e lavorazioni abbiano subito, dove siano state lavorate, quanto siano rimaste all’interno di ambienti specifici - cosa particolarmente importante in ambito alimentare - e via dicendo.

I dati di tracciabilità e rintracciabilità

Volendo semplificare, la tracciabilità è quindi una procedura di raccolta e registrazione del maggior numero possibile di informazioni - quelle utili, s’intende - che riguardano le lavorazioni e le movimentazioni di materie prime, di semilavorati e di prodotti finiti all’interno della filiera stessa. Disponendo di un ampio patrimonio informativo, è possibile partire dal lotto ed effettuare il processo inverso risalendo a tutto il percorso del prodotto (e dei suoi componenti) all’interno dello shopfloor: lavorazioni effettuate, componenti impiegati, provenienza delle materie prime ecc.

Tracciabilità e rintracciabilità nei diversi settori

Tracciabilità e rintracciabilità non cambiano significato a seconda del tipo di filiera e di mercato, ma la finalità è molto differente: se in ambito moda la tracciabilità è fondamentale per la lotta alla contraffazione e per fidelizzare il cliente, garantendo (per esempio) la sostenibilità delle lavorazioni e la provenienza delle materie prime, nel food è direttamente connesso all’individuazione di prodotti non conformi alla normativa e alle certificazioni di qualità; in caso di problemi, ma questo vale per tutti i mercati, la tracciabilità permette all’azienda di intervenire a posteriori limitando il più possibile i danni.


Tracciabilità e rintracciabilità: l’acquisizione dei dati

Come anticipato, tracciabilità e rintracciabilità sono strettamente connesse all’acquisizione dei dati e non potrebbero esistere senza di loro. A tal proposito, quando si parla di “tracciabilità di filiera” si intende proprio questo, cioè la disponibilità di sistemi in grado di identificare le attività e le fasi di produzione necessarie per realizzare il prodotto finito: un sistema atto a garantire la tracciabilità assicura che tutte le attività vengano registrate e monitorate, così da poter garantire il rispetto della normativa, favorire i controlli di qualità e la successiva rintracciabilità.

Strumenti per tracciabilità e rintracciabilità

Ovviamente, questo processo deve essere più trasparente e automatico possibile per non condizionare la produttività, ed è per questo che il sistema informativo cardine della tracciabilità è il MES, ovvero il Manufacturing Execution System, che solitamente incorpora funzionalità ad hoc (talvolta si tratta di un modulo a sé) e, soprattutto, si interfaccia direttamente con i macchinari e i dispositivi impiegati a livello di shopfloor quali i terminali radio, i lettori RFID, sistemi di pesatura, stampanti di etichette ecc. In questo modo il software non si limita a gestire l’intero ciclo produttivo ottimizzando le risorse in campo, da cui riduzione dei costi, rispetto delle consegne, flessibilità e massimizzazione dell’efficienza, ma anche a controllare e tenere traccia dell’intero percorso delle materie prime, che vengono registrate all’ingresso, subiscono diversi passaggi di lavorazione e confluiscono nel prodotto finale, cui possono essere apposti codici di tracciabilità che - partendo dal lotto - permettono di risalire a tutte le lavorazioni effettuate.


White Paper - Smart Manufacturing: i vantaggi di adottare un sistema MES per la gestione integrata del ciclo di produzione