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Il lockdown del 2020 è stata una dura prova per le imprese. Ma, a dire il vero, non per tutte: le realtà dotate di una supply chain digitale (sono pari al 2% circa del totale secondo uno studio di EY1), hanno saputo resistere meglio ai devastanti effetti della pandemia sul business. Vediamo insieme il perché.

Per un attimo, torniamo con la memoria al marzo del 2020. Senza alcun preavviso, le aziende si sono ritrovate a fronteggiare principalmente tre enormi problemi:

  • - la necessità del distanziamento sociale;
  • - la drastica riduzione delle materie prime;
  • - la paralisi dei consumi.

 

Le organizzazioni profondamente digitalizzate hanno potuto reagire istantaneamente ai problemi, interni ed esterni, dati dal progredire dell’epidemia. Nessuno era preparato, eppure chi aveva già investito in una supply chain digitale ha potuto ad esempio ricorrere allo smart working, senza incontrare alcuna resistenza da parte dei collaboratori e/o incorrere in alto rischio di attacchi informatici e modulare la produzione ed eventualmente adattarla alle mutate esigenze.

Ma non solo: la supply chain digitale ha permesso a quelle poche aziende già strutturate in tal senso di ridurre i costi complessivi e aumentare la competitività nel proprio settore, puntando sul raggiungimento di importanti risultati in termini di sostenibilità.

Oggi quelle aziende sono diventate un modello di resilienza e flessibilità al quale molti imprenditori si stanno ispirando.


La primavera della supply chain digitale

La corsa ai ripari in situazione di emergenza Covid-19, ha permesso di arginare le difficoltà, tuttavia il semplice acquisto di tool e software non è una strategia vincente. I nuovi strumenti tecnologici e i gestionali dell’ultima ora si sono semplicemente aggiunti alla consueta operatività, senza modificarla nella sua essenza.

La capacità di resistere agli alti e bassi del mercato, invece, si conquista riprogettando interamente in chiave digitale l’architettura operativa, logistica e amministrativa dell’azienda. Ciò comporta anche il governo della complessità attraverso gestionali appositamente sviluppati, come quelli della famiglia SAP Supply Chain. 

In seguito al lockdown, oggi il 68% delle aziende sente il bisogno di rinnovare i propri modelli di business e il 62% sta implementando soluzioni digitali al fine di rendere più efficace ed efficiente la propria filiera. I dati provengono da una ricerca del Capgemini Research Institute2 e danno la misura di quanto sia stato compreso lo stretto legame tra resilienza e supply chain digitale all’indomani del lockdown.

Un’organizzazione moderna ed efficace nasce da un progetto in cui l’intera catena del valore risulti nativamente digitalizzata e interconnessa, dal procurement alla distribuzione del prodotto finito. Solo in questo modo è possibile creare un vero e proprio network tra tutti i dipartimenti dell’impresa, compresi i fornitori, i distributori e anche i consumatori, al fine di guidare ogni decisione manageriale e ottimizzare il sistema.


Interoperabilità per mitigare gli effetti del lockdown

Automazione delle linee produttive e logistiche, Intelligenza artificiale e Internet of Things, Machine Learning e Big Data sono alcune tra le più avanzate tecnologie al servizio dell’Industria 4.0. Tuttavia, al fine di creare una supply chain digitale veramente efficace, efficiente e sostenibile, è necessaria l’armonizzazione delle soluzioni digitali, cioè la loro piena interoperabilità.

L’integrazione ben orchestrata e il coordinamento delle tecnologie in uso in azienda permettono di migliorare complessivamente l’intera catena produttiva, modulando al mutare delle esigenze del mercato:

  • - l’approvvigionamento di materie prime;
  • - i ritmi produttivi;
  • - l’utilizzo di energia;
  • - l'impiego di forza lavoro.

 

Una supply chain digitale, dunque, permette la visione e il controllo generale di tutta la filiera, in un’ottica di network, come se ogni attività si svolgesse in un unico ambiente. Dal punto di vista gestionale il management di una tale complessità può essere affrontato solo attraverso una soluzione informatica capace di integrare le diverse tecnologie in uso. Ecco perché le aziende impegnate nella costruzione di una supply chain digitale si stanno orientando verso un’ottica di servizio complessivo, affidandosi a partner che gestiscano tutti gli aspetti tecnologici attraverso un’unica suite, come SAP Supply Chain.


1 Fonte: EY
2 Fonte: Capgemini Research Institute


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