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title: "Linguaggio inclusivo: non è “stile”. È un modo per togliere ambiguità ai testi aziendali."
description: Quando team con background diversi lavorano insieme, il linguaggio deve necessariamente adattarsi.
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# Linguaggio inclusivo: non è “stile”. È un modo per togliere ambiguità ai testi aziendali.

 Pubblicato da [ DNC ](https://blog.dncsrl.com/author/dnc) il 05 maggio 2026

Tags: [HR](https://blog.dncsrl.com/tag/hr)

## **Un kit operativo (davvero pratico) per applicare le Linee guida UNI: scelte semplici, leggibili, replicabili.**

In azienda, il linguaggio non è un dettaglio estetico: è una parte del lavoro. Le parole **influenzano gli atteggiamenti**, possono **rafforzare stereotipi** oppure aiutare a ridurli. È esattamente il punto di partenza delle Linee guida UNI sulla comunicazione inclusiva: rendere la comunicazione **più rispettosa**, ma soprattutto **più chiara** e utilizzabile nel quotidiano.

E allora la domanda utile non è “quale simbolo usare”, ma: **come scriviamo in modo consistente senza appesantire i testi?** UNI risponde con una scelta molto concreta: preferire **forme per esteso** (“le professioniste e i professionisti”) oppure **formulazioni neutre** (“le figure professionali”), perché favoriscono **leggibilità** e **accessibilità**; i simboli, infatti, possono non essere facilmente leggibili anche da persone con disabilità.

Quello che segue è un kit pratico che abbiamo stilato partendo dalle linee guida per la redazione dei documenti reali (mail, policy, offerte, job post, comunicati, post).

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## **Scegli una “regola base” e applicala ovunque **

## **(non 10 regole)**

Le Linee guida UNI indicano una direzione chiara: per rendere la transizione più semplice, adottare come default **forme per esteso** o **oscuramento del genere con formulazioni neutre**.

**Regola base consigliata (semplice):**

- **Quando parli di ruoli in generale** (non di una persona specifica), usa un **collettivo neutro** o una **forma impersonale**.
- **Quando parli di una persona** (reale, identificabile), usa il **genere corretto** (es. “la direttrice”, “l’ingegnera”, “la consulente”).

Nota importante UNI: la forma neutra vale dove non ci sono riferimenti a persone fisiche; quando il riferimento è a una persona, è corretto usare il genere.

 

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## **Riduci il “carico cognitivo”: usa neutro e**

## ** impersonale dove funziona**

UNI propone esempi molto “da ufficio”, utili perché sembrano piccoli ritocchi ma cambiano la frase senza appesantirla:

**Esempi pronti (copiabili)**

- Invece di: “Gli utenti possono inviare i commenti…” → **“È possibile inviare i commenti…”**
- Invece di: “I professionisti sono invitati a scrivere…” → **“Si invita a scrivere…”**
- Invece di: “I candidati possono mandare il CV…” → **“Si richiede di inviare il CV…”**
- Invece di: “I cittadini” → **“La cittadinanza”**
- Invece di: “I professionisti” → **“Le figure professionali / Chi opera nel settore…”**

Questa è la parte che “scala”: non richiede di riscrivere tutto, ma solo di sostituire alcune formule ricorrenti.

---

## **Quando serve lo sdoppiamento, fallo “leggibile”**

UNI riconosce che ci sono più forme in circolazione (asterisco, “/”, schwa), ma nella sua “formula” privilegia **forme per esteso** o **neutro** per mantenere **lettura agevolata** e ridurre frizioni (anche nel parlato).

**Due trucchi pratici (da linee guida UNI):**

- **Alterna neutro e per esteso**: non devi sdoppiare ogni sostantivo.

**Usa lo sdoppiamento (il/la) soprattutto in modulistica**, valutando la leggibilità nei documenti lunghi. 

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## **Titoli, ruoli, professioni: scrivi il femminile quando è femminile**

Una parte molto pratica delle linee guida è la lista “to do & not to do” su ruoli e figure istituzionali/professionali: “la direttrice generale”, “la ministra”, “la sindaca”, ecc.   
E include anche esempi su come evitare formule che suonano come eccezioni (“un ministro donna”) preferendo la forma corretta (“la ministra”).

**Tre “anti-scivoloni” utili (UNI):**

- Evita “un [ruolo] donna” → usa la forma femminile corretta.
- Evita “La Rossi” → meglio “La presidente Rossi / L’avvocata Rossi” o nome+cognome.
- Se vuoi un accorgimento facile nei testi: talvolta puoi mettere **prima il femminile e poi il maschile** (es. “le avvocate e gli avvocati”), soprattutto dove la presenza femminile è minore.

 

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## **Non solo parole: la parte “visiva” conta davvero (e impatta sulla credibilità)**

UNI dedica una sezione alle immagini: anche le immagini **rafforzano stereotipi**, quindi conviene evitare associazioni automatiche (“donna=segretaria”, “uomo=manager”) e scegliere rappresentazioni più varie (es. “donna=manager”, “uomo=casalingo”), oltre a non “genderizzare” i colori (rosa/azzurro).

Questa è spesso la modifica più rapida da fare nei contenuti marketing e HR: cambi foto, e hai già eliminato metà dei messaggi impliciti.

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## **Mettila a processo: micro–workflow di adozione (senza rivoluzioni)**

UNI è esplicita: i cambiamenti linguistici procedono **lentamente e per gradi**.   
Quindi invece di “rifare tutto”, ha senso impostarla come routine editoriale:

**Workflow leggero (replicabile)**

1. **Lista di 15 parole “ricorrenti”** nei vostri testi (es. utenti, clienti, candidati, responsabili, professionisti…).
2. Per ciascuna, scegli **1 alternativa neutra** + **1 formula per esteso** (dal documento UNI) e fissale nello style.
3. Aggiungi una regola: **citazioni da testi esterni restano originali** (UNI lo raccomanda: leggi/decreti ecc. vanno citati senza modifiche).
4. Checklist “prima di pubblicare”: **testo** (neutro/per esteso), **ruoli** (femminili corretti), **immagini** (anti-stereotipi).
   
    
   
   ---
   
   ## **In conclusione**
   
   La parte interessante del linguaggio inclusivo non è l’effetto annuncio. È l’effetto operativo: meno ambiguità, più riconoscimento, più coerenza tra ciò che dici e ciò che fai. Ed è esattamente l’impostazione delle Linee guida UNI: **buon uso**, graduale, concreto.
   
   **Se vuoi partire subito:** prendi un documento reale (job post, mail standard, pagina “Lavora con noi”) e applica le 5 sostituzioni della sezione 2. In mezz’ora hai già un “prima/dopo” misurabile.

 

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Riduci il “carico cognitivo”: usa neutro e impersonale dove funziona UNI propone esempi molto “da ufficio”, utili perché sembrano piccoli ritocchi ma cambiano la frase senza appesantirla: Esempi pronti (copiabili) Invece di: “Gli utenti possono inviare i commenti…” → “È possibile inviare i commenti…” Invece di: “I professionisti sono invitati a scrivere…” → “Si invita a scrivere…” Invece di: “I candidati possono mandare il CV…” → “Si richiede di inviare il CV…” Invece di: “I cittadini” → “La cittadinanza” Invece di: “I professionisti” → “Le figure professionali / Chi opera nel settore…” Questa è la parte che “scala”: non richiede di riscrivere tutto, ma solo di sostituire alcune formule ricorrenti. Quando serve lo sdoppiamento, fallo “leggibile” UNI riconosce che ci sono più forme in circolazione (asterisco, “/”, schwa), ma nella sua “formula” privilegia forme per esteso o neutro per mantenere lettura agevolata e ridurre frizioni (anche nel parlato). 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Non solo parole: la parte “visiva” conta davvero (e impatta sulla credibilità) UNI dedica una sezione alle immagini: anche le immagini rafforzano stereotipi, quindi conviene evitare associazioni automatiche (“donna=segretaria”, “uomo=manager”) e scegliere rappresentazioni più varie (es. “donna=manager”, “uomo=casalingo”), oltre a non “genderizzare” i colori (rosa/azzurro). Questa è spesso la modifica più rapida da fare nei contenuti marketing e HR: cambi foto, e hai già eliminato metà dei messaggi impliciti. Mettila a processo: micro–workflow di adozione (senza rivoluzioni) UNI è esplicita: i cambiamenti linguistici procedono lentamente e per gradi. Quindi invece di “rifare tutto”, ha senso impostarla come routine editoriale: Workflow leggero (replicabile) Lista di 15 parole “ricorrenti” nei vostri testi (es. utenti, clienti, candidati, responsabili, professionisti…). Per ciascuna, scegli 1 alternativa neutra + 1 formula per esteso (dal documento UNI) e fissale nello style. 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