Nelle architetture SAP complesse, l’integrazione è spesso trattata come un requisito tecnico necessario, ma non come una decisione strutturale. Storicamente, piattaforme come SAP PI/PO hanno svolto questo ruolo in modo efficace, diventando nel tempo un punto centrale per la connessione tra sistemi.
Oggi però il contesto è cambiato.
API, eventi, cloud, sistemi SaaS e architetture ibride stanno diventando lo standard. SAP stessa sta indirizzando chiaramente i clienti verso SAP Integration Suite su BTP come piattaforma di riferimento per l’integrazione futura, in sostituzione progressiva di PI/PO.
In questo scenario, il tema non è migrare “perché PI/PO va a fine vita”, ma come strutturare l’integrazione come capacità di lungo periodo, adeguata a progetti, AMS e nuove esigenze di business.
Il costo invisibile di un’integrazione reattiva
Molte organizzazioni si accorgono dei limiti del modello di integrazione solo quando:
In assenza di una piattaforma pensata per API ed eventi, l’integrazione tende a diventare:
Il risultato è un aumento del carico AMS, tempi di risposta più lenti e una dipendenza crescente da soluzioni custom.
SAP descrive Integration Suite come una piattaforma di integrazione enterprise‑grade, progettata per ambienti cloud e ibridi.
Non è solo un “nuovo PI”, ma un modello diverso.
I principi chiave sono:
Integration Suite è in grado di gestire scenari tradizionali (IDOC, file, mapping), ma nasce per semplificare e modernizzare il disegno delle integrazioni.
Un elemento distintivo è Event Mesh, che abilita una comunicazione a eventi scalabile, riducendo il coupling tra sistemi e migliorando la reattività dell’architettura.
Un errore frequente è trattare l’integrazione come:
Con Integration Suite, SAP propone un modello più continuo.
Un assetto efficace prevede:
Integration Suite supporta questo modello grazie a funzionalità di monitoring centralizzato, tracciabilità e gestione unificata delle connessioni.
Un approccio decisionale all’utilizzo di SAP Integration Suite può essere sintetizzato in tre livelli.
1. Disegno dell’integrazione
2. Piattaforma unica di integrazione
3. Governance e controllo
Per un CIO che deve decidere oggi, alcune azioni sono immediatamente praticabili:
Queste attività riducono il rischio e creano competenza interna.
Nel tempo, SAP suggerisce di consolidare:
L’obiettivo non è solo integrare sistemi, ma rendere l’integrazione una capability evolutiva.
Alcuni indicatori chiave aiutano a governare il tema:
Sono indicatori che collegano architettura, costi e affidabilità.
SAP sta indirizzando chiaramente Integration Suite come piattaforma di integrazione del presente e del futuro, anche in ottica di AI agentica, eventi e architetture componibili.
Per il CIO, la decisione non è se adottarla, ma quando e con quale modello farlo.
Non come sostituzione tecnica di PI/PO, ma come fondazione per un’integrazione governabile, moderna e scalabile nel tempo.